La manutenzione della caldaia è una delle operazioni più importanti per la nostra casa e il nostro benessere. È anche la migliore forma di tutela nei confronti di un bene durevole che per molti rappresenta un significativo investimento. I vantaggi di una manutenzione puntuale e corretta sono molteplici e sono tra loro collegati. Se il primo passo nella scelta di una caldaia è quello di orientarsi su modelli recenti con elevata classe energetica, il successivo è prestare la massima attenzione ai controlli programmati, previsti dai manuali delle ditte installatrici e obbligatori per legge. Proveremo tra poco a capire meglio la natura di questi controlli e le loro differenze.

Per ora è bene evidenziare tutti i vantaggi che discendono da una buona manutenzione e, di conseguenza, dal miglior funzionamento possibile di un apparecchio, sempre in relazione alle sue caratteristiche e all’età. Il primo vantaggio è dato dall’alto livello di efficienza energetica dell’impianto, che si ottiene quando il rapporto tra gli effetti, in questo caso il calore, e l’energia necessaria per ottenerli è il più elevato possibile. Il funzionamento ottimale garantisce così altri benefici, come una riduzione dei costi, con evidente risparmio in bolletta, e un ridotto impatto ambientale. Vanno inoltre considerati la maggiore sicurezza dell’impianto e l’allungamento del suo ciclo di vita.

Ma, come anticipato, cerchiamo di orientarci e fare chiarezza tra i vari controlli, provando a mettere a fuoco la differenza più importante, quella tra manutenzione ordinaria e revisione obbligatoria. Entrambe rientrano genericamente tra i controlli e sono ovviamente forme di manutenzione. Tuttavia i tempi e le procedure divergono, vediamo come.


La manutenzione ordinaria annuale
Per manutenzione ordinaria si intende la verifica dell’impianto effettuata da un tecnico e con l’obiettivo di rispondere a una domanda molto semplice: funziona nel migliore dei modi? Per valutare se le prestazioni sono le migliori possibili, si devono controllare i principali processi (accensione, riscaldamento, cambio temperatura, spegnimento) e la funzionalità degli elementi più importanti. Tra questi ultimi vanno almeno ricordati il bruciatore, l’elemento in cui combustibile e ossigeno si miscelano innescando la combustione, e lo scambiatore di calore, in cui l’acqua fredda viene riscaldata dal calore prodotto dalla combustione. Fondamentale è la pulizia di tutte le componenti.

Ogni quanto va fatta la manutenzione ordinaria? La legge, con DPR n. 74 del 2013, rimanda a quanto viene riportato sul libretto allegato alla stessa caldaia. In pratica non vengono fissati controlli ordinari con scadenze valide per tutti gli impianti, ma viene precisato che tali controlli devono essere eseguiti secondo le raccomandazioni delle ditte che hanno installato le caldaie. Viene inoltre specificato che tutti i controlli devono essere eseguiti da tecnici specializzati, siano della ditta installatrice o di altre ditte, specializzate nella manutenzione delle caldaie.

Se la normativa lascia quindi alle aziende l’onere di stabilire il calendario delle manutenzioni ordinarie, va detto che quasi tutti i manuali d’uso convergono sull’opportunità di un controllo all’anno; una periodicità sufficiente per verificare lo stato degli elementi e assicurare loro un’adeguata pulizia.


La revisione obbligatoria: il controllo dei fumi e dell’efficienza energetica
La legge diventa più stringente quando si parla di revisione. Per revisione si intende il controllo dei fumi e dell’efficienza energetica: è obbligatoria e va fatta secondo un calendario che la normativa stabilisce in modo preciso.

– Ogni 4 anni per impianti con generatori alimentati a gas con potenza termica superiore ai 10 kW e inferiore ai 100 kW.
– Ogni 2 anni per impianti con generatori alimentati a gas con potenza termica superiore ai 100 kW e per impianti con generatori alimentati a combustibile liquido o solido con potenza termica superiore ai 10 kW e inferiore ai 100 kW.
– Ogni anno per impianti con generatori alimentati a combustibile liquido o solido con potenza termica superiore ai 100 kW.

Per il controllo dei fumi, o rendimento di combustione, si misurano la temperatura dei fumi e dell’aria, la concentrazione di ossigeno e di monossido di carbonio, l’indice di fumosità. Per il controllo dell’efficienza energetica va invece calcolato il rendimento termico, cioè quanto calore viene utilizzato rispetto a quello disponibile. Il tecnico che esegue la revisione deve rilasciare un’apposita certificazione: il ben noto bollino blu da apporre sul libretto che accompagna l’impianto.


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